I Tre Cigni Neri del 2018

Un articolo de “Il Sole 24 Ore” ha parlato dei cigni neri – la nostra specialità. E abbiamo deciso di creare un portafoglio virtuale da inserire nella macchina SummaRisk e vedere come il nostro modello riesce a cacciare i cigni neri. 

Gli eventi, i “cigni neri”

Data Evento Evidenza VaR Evidenza Volatilità
28/01/2018 Calo inflazione USA Calo deciso a partire già dal 26/01 Aumento
16/06/2018 Dazi US/China Miglioramento in data 16/06 Diminuzione
21/09/2018 Rallentamento dell’economia globale Calo deciso e netto in data 24/09 Aumento persistente

Virtual Portfolio, chiamato Vptf, usato per la nostra simulazione

Asset Currency Type Weight
FTSE MIB INDEX EUR EQIND 10.000%
NIKKEI 225 STOCK AVERAGE JPY EQIND 10.000%
FTSE 100 GBP EQIND 10.000%
NASDAQ 100 USD EQIND 10.000%
FRANCE CAC 40 EUR EQIND 10.000%
S&P’s 500 USD EQIND 10.000%
NYSE COMPOSITE USD EQIND 10.000%
SHANGHAI SE COMPOSITE CNY EQIND 10.000%
ASX ALL ORDINARIES AUD EQIND 10.000%
BRAZIL BOVESPA EUR EUR EQIND 10.000%

VaR 1% D01 del Vptf e la sua volatilità D01

Il 2018 è stato un anno molto complicato per i player del mondo finanziario grazie ai tre cigni neri che sono riusciti a togliere alle borse un valore di 16 mila miliardi di dollari, una perdita grande quanto il PIL dell’eurozona, facendo entrare il mercato in bear mode.


Il primo cigno nero: l’inflazione e tassi più alti, conseguenza della crescita dei salari; persi 7 mila miliardi

28/01/2018
Il calo, in data quasi concomitante alla pubblicazione dei dati sul calo dell’inflazione USA rispecchia il calo dei mercati azionari americani. Osserviamo un piccolo delay in data 16/02 in quanto non è coinvolto direttamente un titolo in Vptf, ma un indicatore economico del Paese, e il modello segue il lieve ritardo nelle prese di posizione degli investitori. Il maggiore contributore è il NASDAQ 100, seguito dal NYSE COMPOSITE. Il livello di attenzione per il rischio si deve alzare in quanto aumenta la rischiosità di alcuni indici presenti e correlati con il portafoglio.

Il secondo cigno nero: guerra dei dazi tra USA e China; -5% in due settimane

16/06/2018
All’annuncio dei dazi USA-China non corrisponde un grande movimento del rischio del Vptf. Succede una scossa alla stima del rischio (evidenziata), ma non permanente. A essere direttamente investito infatti risulta il cambio CNY/USD, anche se l’aumento della rischiosità non è duraturo. Essendo il Vptf poco esposto in CNY, senza esposizione diretta in CASH, l’effetto sul portafoglio non è evidente. Il tasso di cambio, buona proxy per questo evento, presenta infatti un incremento della rischiosità, anche se non determinante, nello scenario a 1 giorno pre e post dazi. Questo è un vero cigno nero, imprevedibile. È nato con l’annuncio e il modello l’ha riconosciuto subito. Il movimento, anche se piccolo in termini numerici, è significativo per il breve orizzonte e per il fatto che generalmente un tasso di cambio presenta andamenti stabili.

Il terzo cigno nero: il rallentamento dell’economia globale; -11% con l’aggiunta di Wall Street

21/09/2018
Rallentamento dell’economia globale. Sono uscite le anticipazioni e le trimestrali effettive di molte Big Cap USA, con un forecast di vendite sotto le aspettative. Il modello coglie immediatamente lo stress dovuto all’evento, portando subito un segnale di attenzione, con un improvviso incremento del VaR. I maggiori contributori sono le borse USA (NASDAQ 100, NYSE Composite, S&P’S 500), con un’indicazione dell’aumento della rischiosità dei Big Cap. Si vede dal grafico come lo scenario post-evento di caratterizzi per una volatilità e un incertezza maggiori: la distribuzione è più bassa e più larga.

Grazie alla sua reattività dovuta alla stima degli scenari di rendimento dei titoli con l’utilizzo di un modello bayesiano basato su un metodo di Monte-Carlo filtrato, il motore SummaRisk è in grado di analizzare direttamente i titoli senza basarsi sui fattori di rischio (che spesso, per i Modelli Fattoriali, vengono aggiornati una volta al mese), rendendo possibile e tempestiva l’intercettazione e l’individuazione di determinati eventi negativi che possono impattare significativamente sulla rischiosità di un portafoglio. Ciò garantisce l’avere sufficiente tempo di esecuzione e spazio di manovra per intervenire sul PTF gestito, cosa molto apprezzata anche dagli organismi di vigilanza.

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